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Una storia napoletana-Gli amici degli zii #2


di Membro VIP di Annunci69.it giorgal73
17.11.2025    |    3.936    |    1 8.7
"Non siate timidi se mi beccate in giro: salutatemi, offritemi un drink, e chissà, potrebbe nascere un'amicizia..."
*** TERESA ***

Finalmente oggi soddisferò la mia anima dominante. Brucia dentro di me come una fiamma nera. Non è più stimolante sottomettere mio marito. È diventato docile come un cagnolino addestrato. Ma oggi ci sarà carne nuova, fresca e tremante.

Mariella mi ha raccontato, con quegli occhi scintillanti di malizia napoletana, come il suo nipotino Luca possa essere carne da macello succulenta. Dalla pelle olivastra e i muscoli acerbi. Lo farò implorare fino a che la voce gli si spezzerà in gola. Ho una frusta di cuoio intrecciato nel borsone Louis Vuitton. Il manico avvolto in velluto bordeaux consumato dalle mie dita. Mi piace vedere gli uomini tremare come foglie autunnali quando la sento schioccare nell'aria.

Mariella sa, con quella sua intuizione animale, che sono io la regina incontrastata del dolore dolce. Quello che fa gemere e ringraziare. Ho voglia di tirargli i capelli corvini mentre lecca la mia figa pulsante e umida come un frutto tropicale maturo. Di cavalcarlo con i miei tettone pesanti che lo schiaffeggiano sul viso lasciandolo senza fiato. Tutto mescolato sadismo e piacere come un cocktail proibito. Mariella mi ha confessato, con un sussurro caldo all'orecchio che mi ha fatto rabbrividire fino alla punta delle dita, che Luca ama il cazzo duro e pulsante come un adolescente ama il primo bicchiere di vino. Lo succhia con devozione quasi religiosa. Ma non disdegna affatto le fighe mature, bagnate e profumate come frutti tropicali maturi. Anzi le cerca con lo stesso appetito vorace di un affamato davanti a un banchetto nuziale. Io però voglio vedere il dolore dipingersi sul suo volto come un'opera d'arte barocca. Voglio osservare ogni muscolo del suo viso contrarsi quando la frusta morderà la carne.

Chissà quanto il suo cazzo giovane rimarrà duro e pulsante mentre lo frusto con colpi precisi sulla schiena muscolosa color caramello e sulle natiche sode come pesche acerbe. E gli tiro i testicoli gonfi e pesanti come prugne mature verso il basso come se volessi strapparli dalla radice. Sentendo la sua pelle vellutata tendersi sotto le mie dita esperte e spietate con unghie laccate di rosso sangue. Anzi lo prenderò a frustate sul cazzo come feci a mio marito quella sera di Ferragosto con la luna piena che filtrava attraverso le persiane. Colpendolo con precisione chirurgica sulla punta arrossata e lucida come una ciliegia matura e poi lungo l'asta pulsante venata di blu. Lui dopo appena 5 minuti venne con un urlo strozzato che risuonò tra le pareti come quello di un animale ferito. Sporcò il pavimento di marmo nero con fiotti densi e biancastri di sborra calda e vischiosa che gli feci raccogliere con la lingua tremante, centimetro per centimetro. Mentre gli tenevo i capelli brizzolati tirati all'indietro come redini di cuoio. Godendo del suo respiro affannoso contro il marmo freddo. Credo che la stessa cosa succederà con Luca. Ma forse lui durerà ancora meno. Con quella sua giovinezza impaziente che lo farà tremare come una foglia autunnale sotto la mia frusta di cuoio intrecciato che sibila nell'aria come un serpente arrabbiato.

*** PAOLO ***

Mi fiondo subito sul culo di Mariella. Sodo e generoso come un melone maturo. I nostri saluti sono sempre molto carnali. Quasi rituali nella loro intensità. Mentre le nostre lingue ballano un timido valzer, umide e calde come la brezza estiva di Napoli. La mia mano destra gioca con le sue chiappe vellutate. Stringendole con la familiarità di chi conosce ogni curva, ogni fossetta. Mentre la sinistra cerca il capezzolo già turgido sotto la seta della camicetta. Per verificare lo stato di eccitazione della mia amica. Sentendolo indurirsi come un piccolo ciottolo tra le mie dita esperte.

Mi avvicino all'orecchio di Mariella. Sfiorando con le labbra il lobo morbido ornato da un orecchino di perle che cattura la luce ambrata del lampadario. "Suppongo che il nostro regalo non sia ancora arrivato, vero?" Lei con un cenno lento della testa, facendo ondeggiare i capelli profumati di vaniglia e peccato, conferma mentre un sorriso malizioso le increspa le labbra carnose. Continuo sussurrando, il mio respiro caldo che le accarezza il collo. "Armando mi ha raccontato che gli piace prenderlo in culo come un affamato davanti a un banchetto. E che non ha limiti neanche quando trema di dolore e piacere. Insomma uno schiavetto tutto per noi con quel culo sodo e verginale. Spero che non sarai gelosa quando lo faremo implorare pietà."

La mia amica si mette a ridere e ci invita tutti al centro della stanza.

Mariella spalanca le braccia. I seni pesanti tendono la seta rossa della camicetta. "Benvenuti, amici! Sedetevi sui divani. Il camino è acceso. Fa caldo come all'inferno." Ridono. I denti bianchi brillano nella penombra ambrata. Mentre ci accomodiamo sui divani in pelle marrone scuro. Morbidi e consumati da anni di corpi intrecciati. Disposti a semicerchio intorno al fuoco che crepita come ossa spezzate. Armando, con le mani nodose e forti, versa l'amaro del Capo nei bicchieri di cristallo che catturano la luce danzante delle fiamme. "Salute! Stasera c'è na' sorpresa che vi farà sbavare: o' nipote mio, Luca."

Rosa, con le labbra carnose dipinte di rosso cupo, alza un sopracciglio perfettamente disegnato. Gli occhi scuri scintillano di malizia felina. "O' nipote? Quello dalla pelle olivastra che m'hai raccontato, Mariella?" Mariella ride. Un suono basso e gutturale che promette peccati indicibili. "Sì, proprio isso. Armando l’ha scoperto a scoparmi contro le botti in cantina. Il cazzo giovane che mi riempiva fino alla gola. E l'ha punito comme si deve, aprendogli il culo vergine."

Teresa, con gli occhi felini che brillano di sadismo. "E mo' continua la punizione? Bello!" Gino e Paolo annuiscono in sincronia. I cazzi già visibilmente rigonfi premono contro la stoffa tesa dei pantaloni eleganti. "Raccontateci i dettagli succosi, su," mormora Gino con voce roca. Paolo si inclina in avanti. Le mani pelose appoggiano sulle ginocchia. "Sì, facitece sapè ogni gemito, ogni schiaffo."

*** LUCA ***

Suono il campanello con il cuore che martella contro la cassa toracica come un pugno impaziente. Le mie dita tremano leggermente. Umide di sudore nonostante l'aria fresca della sera napoletana. "Cazzo, che sto facendo?" penso, mentre l'eco metallico del campanello riverbera all'interno. Ma ormai è tardi per tirarsi indietro. Zia mi ha in pugno con quelle sue unghie laccate color sangue rappreso. E zio... beh, lui mi ha in culo, letteralmente. Con quel suo cazzo spesso come un polso che mi ha aperto come un frutto maturo. Ho voglia di quel calore del camino che si mescola al sudore salato sulla pelle. Di essere al centro di tutti questi desideri maturi come vini invecchiati in botti di quercia. Di soddisfare le loro voglie che si contorcono come serpenti. Mentre le mie esplodono in fiammate accecanti.

La porta si apre con un cigolio lento. Zia appare, avvolta in un vestito di seta che aderisce alle curve generose come una seconda pelle umida. Mi abbraccia forte. I suoi tettoni pesanti mi schiacciano contro il petto. Il profumo di vaniglia e peccato mi invade le narici. "Luca, gioia mia!" esclama. Il rossetto scarlatto brilla sulle labbra carnose. "Entra, ci stanno gli amici." Varco la soglia come un condannato che entra nell'arena. Il calore del camino mi investe come un'onda di lussuria liquida. Illuminando con bagliori ambrati i corpi sui divani in pelle consumata. Rosa minuta e mora, con quel culo rotondo e sodo come una pesca matura. Teresa castana e tettona, gli occhi felini bordati di nero che mi trafiggono come stiletti. Gino magro e curvo, lo sguardo affamato dietro occhiali sottili. Paolo peloso come un orso, le spalle robuste che tendono la camicia bianca.

Zio Armando mi guarda. Gli occhi neri come olive mature. La mascella quadrata contratta sotto la barba sale e pepe. "Luca, siediti," ordina con voce ruvida come carta vetrata. "Raccontiamo agli amici come t'ho scoperto." Le mie ginocchia tremano mentre balbetto. "Zio, nun è necessario..." Ma zia, con un sorriso che le increspa le labbra carnose dipinte di rosso ciliegia, inizia. "Immaginate la scena: io e Luca nella cantina umida che sapeva di mosto e peccato. Lui me la stava dando comme na' bestia contro le botti di rovere. I miei tettoni rimbalzavano come meloni maturi. La figa bagnata lo avvolgeva come velluto caldo.

Poi entra Armando, il viso paonazzo come un pomodoro San Marzano. 'Che cazzo fai con muglierema?!'" Rosa ride, scoprendo denti perfetti. "Mamma mia, che scena bollente!" Teresa, con gli occhi felini che brillano di sadismo. "E la punizione?" Zio ghigna, passandosi la lingua sulle labbra secche. "Prima nu pompino violento che gli ha fatto lacrimare gli occhi. Poi l'ho inculato selvaggiamente fino alle palle. Con Mariella che gli teneva o' culo aperto come un frutto maturo e insalivava il buco stretto e roseo. Alla fine, sborrata in faccia calda e densa. Na' fontana bianca che gli colava sul mento!" Paolo annuisce, le narici dilatate. "Bravo, Armando. E mo'?" Zia Mariella, facendo ondeggiare i capelli profumati di vaniglia, dice. "Mo' continua la festa. Luca è o' nostro passivo preferito. E stasera lo castighiamo insieme a voi. Tre uomini ben messi: Armando col suo doppio come un braccio. Gino col curvo che tocca la prostata. Paolo col spesso che allarga come un pugno. Prima li puniamo isso fino alle lacrime. Poi giochiamo con noi donne fino all'alba."

“Cazzo, sono fottuto. Ma una parte di me lo vuole, questo delirio. Ho voglia di quei cazzi che mi invadono. Delle sborrate che mi marchiano. Mentre le donne mi usano come un giocattolo. E vorrei provare a essere pisciato da tutti. Un golden shower collettivo che mi bagna mentre continuo a leccare e succhiare.” Mi fanno spogliare. Nudo davanti al camino. Il fuoco illumina la mia pelle.

*** ROSA ***

Mi lecco le labbra carnose mentre lo guardo. I miei occhi scuri percorrono ogni centimetro della sua pelle. Che bel corpo giovane, penso. Notando come i muscoli snelli si tendono sotto l'epidermide liscia. Quel cazzo già duro punta verso l'alto come una lancia. La punta umida e arrossata brilla alla luce del fuoco. I miei capezzoli si induriscono al pensiero di ciò che verrà. Ma prima lo voglio vedere soffrire un po'. Voglio che quelle lacrime gli bagnino le guance mentre implora pietà con quegli occhi da cerbiatto. Desidero vederlo contorcersi sotto di me. Poi cavalcarlo selvaggiamente con il mio culo sodo e rotondo. Sentendo ogni centimetro di lui pulsare dentro mentre le mie natiche schiaffeggiano contro le sue cosce sudate. Tutto questo. E vorrei provare a infilargli un dildo nero e venoso nel culo mentre lo cavalco. Un doppio mio che lo fa impazzire di perversione. Che lo riempie completamente fino a fargli vedere le stelle.

Parte 2 di 4 ... Continua

*** NOTE ***

Ehi, belli e belle, tenetevi forte perché il mio compare napoletano da "Una Storia Napoletana" m'ha scaraventato addosso un'altra chicca succosa, successa giusto 'na manciata di giorni dopo. Roba da farvi girare la testa, eh? Ora, io sto qui a grattarmi la zucca su dove ficcare 'sto racconto: la categoria Bisex ci sta tutta, visto che domina la scena come un boss del camorra, ma alla fine ha vinto Orgia, perché quando si parla di ammucchiate perverse, chi sono io per dire no? Meno chiacchiere in dialetto stavolta – la mia amica m'ha dato 'na mano risicata, e io, da vero gentiluomo alla Totò (quello che diceva "Signori si nasce, e io lo nacqui!"), non ho approfittato delle sue curve da urlo come l'ultima volta. Eh, sarà per mancanza di tempo... o forse per non finire in galera per eccesso di galanteria!

Comunque, sono sempre pronto a giocare con voi, a trasformare i vostri desideri in realtà e le vostre perversioni in feste private. Dal caffè innocente a un incontro lampo in una spa vaporosa, o magari in un club privé bolognese di quelli che conosco fin troppo bene – sapete quali, no? Organizziamoci, o buttiamoci nell'avventura alla cieca, che tanto l'adrenalina è il mio afrodisiaco preferito. Non siate timidi se mi beccate in giro: salutatemi, offritemi un drink, e chissà, potrebbe nascere un'amicizia... o qualcosa di più piccante. Ah, e per la cronaca, le mie preferenze? Etero puro, roba normale, anche se scrivo di sottomissioni e porcate varie. Ma una bella dama perversa come il demonio, o una coppia avventurosa... beh, lascio fare al destino, che è l'unico che non mi deve soldi! Scrivetemi qui su A69 o ovunque desideriate utilizzando lo stesso nick che uso qui!
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